La ripetizione delle sedute serve a fissare un risultato nella memoria del Sistema Nervoso Centrale. Le sedute sono una forma di apprendimento di un diverso modo di essere in statica eretta. Inizialmente la memoria del S.N.C si ribella alla novità perché desidera mantenere l'egemonia della sopravvivenza che è legata a schemi posturali e di deambulazione in cui ci riconosciamo quotidianamente. Ecco perché inizialmente possiamo riscontrare peggioramenti nelle prime sedute: perché il S.N.C riconosce come estranee le correzioni apportate e si ribella. Esiste, però, anche, una capacità di adattamento che è propria di tutte le specie. Nella ripetizione di uno stimolo (in questo caso le sedute) la memoria del S.N.C, continuando a registrare stimoli estranei, inizialmente, ma continui nella loro percezione, si adegua. Il cambiamento, quando avviene, è sempre analogico, vale a dire istintivo. Il soggetto si rende conto che, oltre alla riduzione e/o scomparsa del dolore, ha un diverso modo di essere nella statica eretta, ha più energia disponibile e riesce ad eseguire movimenti istintivamente, che non faceva da tempo o che, addirittura, gli erano estranei. Consiglio sempre un ciclo di 5-6 sedute effettuate una volta alla settimana. La cosa importante è il mantenimento: un richiamo ciclico (anche una seduta al mese oppure ogni due mesi) perché con questo approccio non si mantiene solamente il risultato ma, bensì, si continua a migliorare il proprio stato di salute. Così come non c'è limite al peggio, per fortuna, non c'è neanche limite al meglio.



